Il metodo Berlitz

È nato da un malinteso.

Nel 1878 Maximilian Berlitz assunse un assistente francese che non parlava inglese. Sei settimane dopo scoprì che i suoi allievi avevano fatto più progressi che mai. Tutto il resto discende da lì.

Un'insegnante spiega qualcosa con un gesto invece di tradurlo.
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  • 11centri in Francia
  • 1878il metodo, invariato
  • A1 – C2livelli, da zero in su

1878

L'incidente fondatore.

Maximilian Berlitz insegnava lingue a Providence, negli Stati Uniti. Sommerso di lavoro, assunse un assistente arrivato dalla Francia, un certo Joly. All'arrivo emerse il problema: Joly non parlava una parola di inglese.

Berlitz si ammalò proprio in quel momento. Non ebbe scelta: affidò le sue classi a un assistente incapace di comunicare con chiunque. Gli lasciò una sola consegna: indicare gli oggetti, mimare le azioni, usare le parole dentro le situazioni invece di spiegarle.

Sei settimane più tardi tornò aspettandosi il peggio. I suoi allievi conversavano in francese, con una scioltezza che non avevano mai avuto. L'impossibilità di tradurre non li aveva rallentati: li aveva costretti a parlare.

I cinque principi

Cosa rende una lezione una lezione Berlitz.

Non sono preferenze didattiche: definiscono il metodo. Sono gli stessi nei 550 centri della rete mondiale, dove tutti gli insegnanti ricevono la stessa formazione.

  • Lei parla il più possibile

    La regola è misurata: almeno metà del tempo di lezione è riservata a lei per parlare. Una lezione in cui l'insegnante parla più di lei non è una lezione Berlitz.

  • La lingua insegnata, e solo quella

    Nessuna traduzione. L'insegnante riformula invece di tradurre, e lei impara a fare lo stesso, che è esattamente la competenza richiesta da una conversazione vera.

  • Prima l'orale, e in modo piacevole

    L'apprendimento passa dalla comprensione e dall'espressione orali, consolidate poi dallo scritto. L'ordine conta: si parla prima di scrivere, non il contrario.

  • La grammatica attraverso l'uso

    Le regole si incontrano dentro le situazioni invece di essere recitate prima. Lei usa una struttura, poi capisce perché funziona, che è l'ordine con cui si acquisisce una lingua madre.

  • Insegnanti madrelingua

    Le lezioni sono tenute da parlanti nativi della lingua insegnata, formati al metodo. È ciò che rende possibile una lezione senza traduzione.

L'obiezione

Ma io non capirò niente.

Lo dicono tutti, e quasi tutti smettono di dirlo durante la prima lezione. L'insegnante non le parla in francese fluente sperando che accada qualcosa: restringe, ripete, mostra, disegna e verifica, al livello in cui lei si trova davvero.

Quello che perde è la comodità che le venga data la parola italiana. Quello che guadagna è il riflesso di trovare un altro modo di dire qualcosa quando manca la parola che voleva, che è ciò che farà per il resto della sua vita in questa lingua.

Qui non si afferma nulla sulla velocità. Il metodo è in uso dal 1878 ed è quello in cui viene formato ogni insegnante Berlitz; quanto rapidamente progredirà dipende da lei, dal suo punto di partenza e da quanta lingua la circonda.

Lo provi invece di leggerne.

La valutazione del livello è essa stessa una conversazione, ed è il modo più rapido per capire se una lezione senza traduzione le si addice.